ECCO ROCCASCALEGNA
“Un mucchio di casette
ai piedi del castello,
viuzze e pagliai
e intorno una boscaglia”
(tratto dal testo musicale di E. Talone)

[Zoom]
Alle pendici della Maiella, tra campi coltivati e colline boscose, ai margini di uno sperone di roccia arenaria, è posta Roccascalegna.
E’ raggiungibile in pochi minuti dall’Autostrada A14 e l’Autostrada A1 attraverso la ss 652 Fondovalle del Sangro, uscita Roccascalegna.
Da Roccascalegna è possibile raggiungere, agevolmente, luoghi di particolare interesse ambientale paesaggistico, piccoli centri storici ancora intatti, zone archeologiche di notevole fascino.
Si possono ammirare, infatti, le splendide gole montane di Palombaro, Fara San Martino e Pennapiedimonte; gli ambienti incontaminati di Pennadomo, Montenerodomo; le sorgenti del Verde e delle Acquevive di Taranta Peligna e ancora la magnifica Grotta del Cavallone, i boschi di Palena e i laghi di Bomba e di Casoli.
Roccascalegna è un piccolo paese di origine altomedievale in cui, per la posizione di presidio delle valli sottostanti, fu costruito un castello fortificato, accresciuto in epoche successive fino a raggiungere la forma odierna, costituita da cinque torri.
Il primo nucleo abitativo di Roccascalegna, sorge sotto il grande masso arenario mentre il borgo medievale inizia con la Porta del Forno usato anticamente da tutti gli abitanti del feudo.

E’ possibile, inoltre, visitare la Chiesa di San Pietro ai piedi del castello e l’Abbazia di San Pancrazio del XII secolo. Intorno al castello l’immaginario popolare ha intessuto leggende e storie di soprusi e di morte tra le quali si inserisce quella della “Jus Primae Noctis” con il diritto di riscatto per volere del Barone Corvo De Corvis il quale utilizzava i fondi raccolti per sostenere la sua permanenza a Napoli.

Ai Corvo succedettero i Nanni e poi i Croce Nanni che donarono il castello al Comune di Roccascalegna nel 1980.
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